Da MIT il Platform Strategy report: blockchain, AI e privacy i temi principali

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08 Jan 2019

Tendenze

Da MIT il Platform Strategy report: blockchain, AI e privacy i temi principali

La conferenza annuale “2018 Platform Strategy Summit” è giunta alla sua sesta edizione. Organizzata da MIT Initiative on the Digital Economy (IDE) e sponsorizzata da KPMG, la conferenza ha visto la partecipazione di oltre trecento leader di diversi settori industriali, che si sono confrontati su esperienze, trend, opportunità e temi relativi alle strategie di utilizzo delle piattaforme digitali.

Il mese scorso MIT Digital ha pubblicato il report sui principali spunti emersi durante la conferenza, in particolare da parte dei rappresentanti di importanti “aziende-piattaforma” come Airbnb, Topcoder e Uber. L'e-book offre approfondimenti sull’utilizzo delle piattaforme digitali e sui possibili impatti di artificial intelligence (AI), machine learning (ML), blockchain, privacy e nuove normative sulla trasformazione di numerosi settori industriali, tra i quali healthcare e entertainment.

Tra i principali trend evidenziati spiccano:

- Regolamentazione: è ormai evidente l’influenza esercitata dalle normative locali, nazionali ed internazionali sulle aziende che basano il proprio modello di business su piattaforme digitali, per le quali la regolamentazione è diventata parte integrante delle loro strategie. Si pensi al GDPR sulla privacy, introdotto a maggio 2018, per il trattamento dei dati dei residenti nell'Unione europea e alla Seconda Edizione (PSD2) della Direttiva UE sui Servizi di Pagamento, in particolare alla richiesta al sistema bancario UE di aprire i propri sistemi a terze parti autorizzate, in modo che i clienti possano accedere alle informazioni bancarie attraverso diverse piattaforme, come Facebook o Amazon;

- Tech talent: il proliferare di nuove piattaforme sta guidando il consolidamento del mercato. Transazioni come GitHub/Microsoft o Kaggle/Google esprimono la volontà da parte dei grandi colossi di acquisire talenti, sviluppatori software, ingegneri informatici e scienziati;

- Impatto economico: le piattaforme, oltre a rendere possibili nuovi modelli di business, hanno un effetto deflazionistico sull’economia. Uber e Airbnb, ad esempio, sfruttano inefficienze di mercato attivando la capacità inutilizzata e determinando una riduzione dei prezzi per il consumatore finale;

- Nuove opportunità e innovazione: le piattaforme digitali stanno creando nuovi mercati e nuovi modelli di supply-chain per i prodotti tecnologici. Smart speakers e home assistant, smart watches e in generale tutti i dispositivi indossabili, realtà virtuale e realtà aumentata…saranno necessari soggetti con il ruolo di “intermediari” tra i dati degli individui da una parte e le piattaforme che necessitano di avere accesso a questi dati? Magari banche, utilities, grandi piattaforme tecnologiche, o altri soggetti assumeranno il ruolo di intermediari in questi mercati ancora immaturi.

Interessanti gli spunti emersi dall’analisi di case study aziendali, come Airbnb e Topcoder.

Airbnb, con oltre 5 milioni di inserzioni e la presenza in 81.000 città nel mondo in 191 paesi, è il perfetto esempio di integrazione tra dati della piattaforma e strategia aziendale. Airbnb non fornisce agli utenti solo la piattaforma per l’incontro di domanda e offerta, ma gestisce anche i sistemi di pagamento, i rischi, il servizio clienti e le valutazioni. Sono gli host che definiscono i prezzi, i termini e le condizioni per l’utilizzo della location e la disponibilità, a fronte di una fee di circa il 3% a favore di Airbnb. Airbnb, nella sua organizzazione interna, ha dato priorità assoluta ai dati e alla gestione degli stessi, in modo tale che tutti i dipendenti siano “informati”. La società ha creato al proprio interno una Data University, dove ingegneri informatici erogano corsi di formazione a tutti i livelli aziendali sul processo decisionale basato sui dati e sul loro utilizzo. Al Summit ha partecipato Peter Coles, Chief Economist di Airbnb, che ha dimostrato come l'analisi dei dati (caratteristiche degli utenti della piattaforma) può portare a rivedere ipotesi sui business plan a lungo termine. Ad esempio, mentre gli uomini di età compresa tra 18 e 49 anni in genere tendono ad essere i primi ad utilizzare nuove tecnologie, questo non è stato il caso degli host di Airbnb. Circa il 55 percento degli host sono donne, e molti guest sono anziani. Importanti sono state le implicazioni economiche e finanziarie di un’iniziativa come Airbnb: gli host di Airbnb di tutto il mondo hanno ricavato quasi 20 miliardi di dollari dal lancio della piattaforma e circa 50.000 donne hanno dichiarato di aver avviato carriere imprenditoriali grazie a Airbnb.

Corporate di ogni tipologia e fase di sviluppo, startup, imprese consolidate, enti di ricerca e agenzie governative competono per attrarre i migliori talenti tecnologici e Topcoder, un marketplace di crowdsourcing per sviluppatori, progettisti e data scientists, sta attingendo alle competenze di milioni di persone in tutto il mondo per soddisfare tale richiesta. La piattaforma dell'azienda coinvolge gli iscritti nelle gare lanciate dai clienti della piattaforma - dalla NASA a Land O'Lakes - in tema di programmazione, sviluppo di applicativi e design. L'amministratore delegato di Topcoder Mike Morris ha condiviso alcune esperienze dell’azienda pioniera del business di crowdsourcing, Topcoder, che al momento conta 1,3 milioni di iscritti e una media di circa 100.000 utenti attivi in ogni momento. L’unicità del modello sta nel fatto che Topcoder si basa su meccanismi di gara e i premi erogati sono in funzione delle prestazioni e dei risultati, non del tempo dedicato all’evasione di un progetto. Questa è la linfa vitale di Topcoder, che ha erogato oltre 100 milioni di dollari di premi in denaro. La comunità è virale e in crescita di circa 50.000 persone al trimestre. Topcoder ha un numero di ingegneri pari a cinque volte Microsoft, Facebook e Twitter messe insieme. Negli Stati Uniti un lavoratore su tre è freelance; le stime indicano che nel 2019 circa il 75% delle imprese dovrebbe utilizzare qualche forma di crowdsourcing, e i freelance trovano in queste piattaforme un luogo ideale per ottenere una pipeline di lavoro stabile e trovare progetti interessanti.

Siamo dunque nel pieno dell’era della “Platform disruption”, in cui l’utilizzo delle piattaforme di co-creazione di valore ha rivoluzionato la competizione sui mercati, che hanno visto l’affermazione di modelli di business che usano “la tecnologia per connettere persone, organizzazioni e risorse in un ecosistema interattivo in cui possono essere create e scambiate incredibili quantità di valore”. Così Sangeet Paul Choudary, analista, influencer e autore del best-seller “Platform Revolution” ha definito Airbnb durante un’intervista: era il 2016, ormai questa definizione può essere utilizzata per tutte le aziende-piattaforma! 2018 Platform Strategy Summit